Voglio porvi una domanda: ma anche a voi non da in escandescenza quando vi dicono che i Ferraresi non hanno voglia di lavorare? Come possiamo rispondere? Possiamo rispondere sicuramente che la loro conoscenza del nostro bellissimo territorio è carente
Chi afferma che i ferraresi non hanno voglia di lavorare non sanno che Ferrara è una città importantissima che ha fatto la storia della nostra nazione, non sanno che nel 500 gli artisti ferraresi sono stati talmente importanti che sono ricordati nei libri di storia dell’arte per le loro peculiarità, studiate ancora adesso dagli studenti di storia dell’arte.
Queste persone non sanno che Ferrara è città Unesco, perché l’architettura urbana è stata talmente all’avanguardia che è definita la prima città moderna d’Europa. Abbiamo avuto il privilegio di avere personaggi illustri come la Duchessa Lucrezia Borgia, e Fra Girolamo Savonarola O.P.
Perché ho incominciato con il Rinascimento? perché Ferrara è sempre stata una città di confine. Perché Ferrara ha avuto ed ha tutt’ora un reciproco scambio con Padova e la sua università, cui entrambe le città ne hanno goduto e ne godono in scienza e conoscenza.
L’influenza veneta della repubblica serenissima di Venezia è stata talmente importante e mai del tutto scomparsa tutt’ora i collegamenti privilegiati di Ferrara sono verso Nord/Sud, rispetto ad Est/Ovest rispetto al resto della regione.
Ferrara è anche confinante con la Romagna e il suo popolo, così che ne ha assorbito la loro gioia di vivere, così che si è creato quell’equilibrio cui per noi Ferraresi è importante il lavoro, ma allo stesso tempo diamo importanza a noi, ristabilendone gli equilibri naturali.
Ferrara ha anche Perché è proprio dal rinascimento che nasce e continua tutt’ora una tradizione che tutti ci invidiano: il governo delle acque del Po. Infatti da almeno 500 anni le terre ferraresi hanno esperienza nel governo delle acque, sia per scopi agricoli che per sicurezza idraulica, e la nostra esperienza è talmente alta che negli ultimi anni, sono andati sott’acqua la Romagna e la provincia di Bologna, e nel 2014 è toccato alla provincia di Modena. È uno di quei casi in cui siamo noi che possiamo insegnare ad altri e non l’incontrario.
E se proprio dobbiamo parlare di industrializzazione non possiamo non citare che nel territorio ferrarese sono nate industrie importantissime, come la VM Motori, e la Baltur , le Meccaniche Cremonini (ora chiusa purtroppo) e non possiamo non citare il centro petrolchimico di Ferrara della Montedison, che anche ora produce il 50% dell’AdBlue a livello nazionale, per non parlare di tutte le aziende che sono collegate al comparto agricolo come l’Azienda Guaresi di Pilastri.
In passato le nostre campagne erano piene di industrie, piene di opportunità lavorative, si era creata una classe operaia importante, che in qualche modo è ancora presente, il lavoro nei campi era talmente importante che anche io imparai da giovane, “che può andare tutto male, ma la campagna da sempre da mangiare” .
Perché Ferrara e la sua provincia ha perso tanto negli ultimi anni? Non c’è una unica ragione, sono state diverse, la prima possiamo affermare proprio che è una questione di comunicazioni, le autostrade più importanti riprendono la vecchia strada romana della Via Emilia che taglia fuori Ferrara, il che ha indebolito lo scambio commerciale con il resto della regione. Ci sono state varie crisi economiche, i danni ingenti che ha creato l’Unione Europea, ed una gestione politica regionale che a mio avviso ha penalizzato pesantemente la provincia di Ferrara.
Non possiamo non accennare anche a quello che è capitato negli ultimi 20 anni, dove siamo passati dal Mondo del Lavoro al Mercato del Lavoro, con tutte le sue conseguenze negative, che ha Ferrara e provincia ha colpito più duramente di altre.
Cosa possiamo dire quindi?
Per Noi ferraresi il Lavoro è importante, ma è importante anche la vita e la famiglia, e noi più di altri cerchiamo di trovare il giusto equilibrio.
Noi ferraresi non siamo degli sfaticati, siamo “solo” stati duramente colpiti da 30 anni di eventi sfavorevoli cui non ci hanno dato la possibilità di rimetterci in piedi, e passo dopo passo stiamo pian piano riprendendo il posto che ci spetta nella storia
Mauro