Negli ultimi periodi, quelli che mi conoscono avranno notato una cosa; non giro solo con la macchina fotografica digitale, ma anche con quella analogica (a rullini ad intenderci).
Nel mondo della fotografia, come in altri settori, ci sono diverse scuole di pensiero, alcuni aiutano il digitale sostenendo che la vera fotografia sia solo con i rullini, altri che dicono che quelli a rullini dicono così perché non sanno fotografare in digitale.
Io invece credo che non siano entrambi da disdegnare, ma devo anche essere sincero, sono due modi di fotografare diversi.
Negli ultimi tempi grazie alla fotografia, sto scoprendo il mio lato artistico, già prima con la macchina fotografica digitale, ma ora ancora di più con la reflex a rullino.
Perché? Perché sono due emozioni diverse.
Il rumore dell’ otturatore che si aziona, il mirino ottico, tutte quelle manovre che solo le macchine analogiche danno, l’inserire il rullino, tendere il rullino stesso per essere sicuro che sia in posizione, sono cose che non si hanno con la macchina fotografica digitale.
Imparando a fotografare con una Mirrorless, ed iniziando ad essere avvezzo con la triade dell’ esposizione, nel passaggio alla macchina a rullini, e senza un esposimetro mi affido a come vedo la luce sul momento, sulla esperienza acquisita, e sui consigli dei fotografi più anziani, e mi chiedo; avrò aperto troppo o troppo poco il diaframma? I tempi di scatto sono troppo corti e troppo lungo? Il tutto sarà adeguato agli ISO del rullino?
Sono tutte domande che hai più o meno una risposta, nella tua testa si forma una fotografia “immaginaria” dove non sai se poi sarà il risultato reale.Poi.. l’emozione dell’ attesa, il portare a sviluppare il rullino e attendere.
Altra emozione che la fotografia digitale non ti dà.
Artisticamente parlando credo che la fotografia analogica, è si, meno social, ma ha quelle caratteristiche che le danno la possibilità di rimanere, di dare una testimonianza, di esprimere un’arte che, nonostante tutte le tecnologie avanzate che dà il digitale, solo l’analogico dona.
Usare sia l’analogico che il digitale non è un errore, ma è anche una espressione artistica.